Il Blog di Marco

Appunti casuali

Entries Comments



Gospel - Alla ricerca di Dio in Terra

Possiamo partire da un’immagine che sicuramente tutti hanno ben stampata in mente: La scena del film “The Blues Brothers” in cui c’è il reverendo James Brown che canta The Old Landmark.

Che per noi cattolici bianchi può sembrare una cosa assurda, ma tra le comunità afroamericane questo tipo di predicatori esiste sul serio, e non solo nei film tipo “il principe delle donne” e commediole varie.

Le fanno davvero quelle meravigliose omelie, li fanno davvero quegli autentici spettacoli di religione e di fede, li fanno davvero.

E’ il principio, la cosa che lascia sbalorditi.

Insomma, detta in breve, la comunità che si riunisce in chiesa loda Dio per le cose belle che ci ha dato e che sono visibili a tutti, sono tangibili, stanno proprio di fronte ai nostri occhi.

Noialtri ci sforziamo a pensare alla divinità come un qualcosa che non si manifesta, ed interpretiamo il suo silenzio come assenza, a volte come disinteresse, altre come segno di abbandono.

E invece no, siamo noi che sbagliamo, perché Dio si manifesta continuamente ai nostri occhi, e siamo noi i ciechi che non lo vedono.

Quei predicatori arringano la folla con frasi che potrebbero sembrare blasfeme, ma che se lette con un po’ più attenzione ci svelano in poche semplici parole tutto il mistero dell’esistenza e della fede in un’entità superiore.

Questi partono dall’osservazione di un qualsiasi cosa, che so, da una bella donna, da una vittoria della propria squadra di basket, da tutto quello che gli viene in mente e che sia positivo.

Associano Dio alla gioia, alla felicità, alla meraviglia.

E dicono: cazzo, se esiste una cosa così bella, deve essere opera di Dio. Quindi Dio c’è, ed è un Dio meraviglioso, degno di essere amato, e allora viva Dio.

Dio è grande, Dio ci ama.

Amen, fratelli.

Messa così, non può non venirti voglia di dire un amen, non può non venirti voglia di rendere grazie al Signore.

E la cosa più straordinaria di tutte è che nove volte su dieci queste comunità sono piene di poveracci, di gente che dalla vita (da Dio?) non ha di sicuro avuto molto, gente che spesso lotta ogni giorno anche soltanto per arrivare a fine giornata.

Invece noi viviamo negli agi, non abbiamo alcun tipo di problema di stretta sopravvivenza, e ci siamo dati un cerimoniale che vive la religione quasi come una colpa, come un continuo doversi purificare ed espiare quali peccati.

Grazie che poi non abbiamo l’entusiasmo verso Dio, per forza che tendiamo solo a vedere le cose brutte e a chiederci che fine abbia fatto, è normale che ci si senta trascurati: nasciamo già peccatori per un peccato commesso migliaia di anni fa, ci è vietato qualsiasi tipo di cosa sia vagamente divertente, siamo continuamente nelle mire di un Dio che giudica e condanna.

Invece, per loro Dio è un essere che coccola l’uomo e lo riempie di regali, di cui loro, educatamente, ringraziano con trasporto.

Il paragone mi sembra come quella storiella del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: per loro è sempre mezzo pieno, per noi è sempre mezzo vuoto.

Ovviamente, ognuno vive la propria spiritualità come meglio reputa opportuno, ma la religione cattolica a cui siamo abituati noi mi sembra più una religione “di controllo”, con tutti quei riti, con tutte quelle pratiche e formule e quagli obblighi, quasi come se si erigesse un sistema di controllo della comunità fondato sulla supposizione che un’entità trascendente ed infinitamente potente controlla quello che facciamo e saprà regolarsi di conseguenza alla fine dei nostri giorni.

E’ la stessa maniera per cui molti imperatori facevano discendere la loro autorità dagli dei: valli a toccare, se ci riesci, poi vedi come Giove ti piazza una fulmine tra le chiappe.

E’ una bella mossa legittimare il potere con un’investitura trascendente, che non si può indagare ma che bisogna rispettare.

E’ però in questo modo una religione imposta, non libera e che non nasce dal cuore, una religione poco sincera che non fa bene allo spirito e all’anima e che si presta a tantissime critiche, una religione forse anche noiosa, che porta ad interrogarsi sull’effettiva esistenza di Dio.

Insomma, se credi in Dio dovresti sentirti libero di celebrarlo o considerarlo come meglio credi, in fondo il libero arbitrio non è altro che questo, ma nel momento in cui una comunità decide di riunirsi per celebrare tutti insieme la propria liturgia, beh, dovrebbe essere un qualcosa di gioioso, una festa in onore di Dio. Lo dobbiamo ringraziare per averci dato la vita, e quale modo migliore di ringraziarlo se non offrendogli il meglio di noi stessi, il nostro umore migliore, la nostra gioia?

Invece noi gli offriamo litanie senza senso, noiose e ripetitive formule di lode fini a se stesse, dimenticandoci della bellezza che ha costruito intorno a noi, forse PER noi, lo riduciamo ad assenza da venerare, quando Dio non è altro che presenza e materialità, almeno per come lo possiamo percepire noi.

Si dice che Dio sia in ogni luogo. E questo è ok, è nelle cose, nelle anime, in tutto.

Ma secondo voi quando assiste ad una messa cattolica secondo voi non si rompe un po’ i coglioni? E sarà più felice vedendo una torma di scalmanati felici che lo lodano ballando e invocando il suo nome, o una massa di gente inginocchiata che lo supplica di purificarlo e gli ripete di non esser degno?

La risposta ovviamente non la possiamo sapere, però è interessante notare come la maggior parte degli atei si trovi nei paesi con il nostro tipo di religione.

Sarà un caso?

Comments

Comment from isabelinda
Time: 4 Marzo 2007, 17:52

Mi piace moltissimo! il gospel e come ogni bella musica avvicina alla nostra anima, che ci si creda o no.
Ti ho trovato tra 2000!!!
E ne sono contenta perchè scrivi cose interessanti!
Ciao

Comment from Marco
Time: 5 Marzo 2007, 13:37

Grazie mille dei complimenti!
Spero di scrivere un po’ più spesso allora :D
Ciao,

MARCO

Comment from Enrico Ladogana
Time: 7 Marzo 2007, 20:09

Condivido il tuo pensiero. A volte da ragazzino ero costretto ad andare a messa altrimenti ero additato quale miscredente e mi chiedevo di continuo. “Ma se Dio esiste che gli interessa se resto in piedi, mi inginocchio o mi siedo?”, “Se Dio esiste perchè devo cantare una canzone piuttosto che un’altra”, “Perchè devo ripetere cento volte, senza convinzione, dei versi che non comprendo?”.

In realtà, io credo, che se Dio esiste guarda alle buone azioni, guarda a ciò che noi facciamo per migliorare il mondo.

Tra un osservante ossessionato dalla preghiera che poi torna a casa e si fa solo ed esclusivamente i cazzi suoi e un non osservante che fa del bene al prossimo chi merita più il Paradiso?

Comment from blog news
Time: 31 Marzo 2007, 00:15

Complimenti per il blog e per i post!Ti invito a visitare il mio blog
http://newsfuturama.blogspot.com/
ciao

Comment from Beppe
Time: 26 Luglio 2007, 18:25

Sono arrivato per caso nel tuo sito e sono d’accordo con ciò che scrivi.
Per dimostrare l’esistenza di Dio basta affacciarsi alla finestra e guardare un albero in fiore, un bambino, un gatto o quello che vuoi.
Troppo spesso in occidente diamo per scontato tutto, come se fosse un diritto acquisito, ci lamentiamo in continuazione per delle cazzate invece di ringraziare il cielo perché abbiamo da mangiare a sufficienza.
Sulla chiesa non so, la mia posizione è incerta: è un’istituzione che a mio parere nei secoli si è macchiata di delitti orrendi (l’oppressione delle masse nel medioevo per esempio) e nello stesso tempo ha compiuto opere splendide (sempre nel medioevo, la preservazione della cultura). Oggi vorrei vedere un rinnovamento che purtroppo non vedo… ma tutto ciò non ha troppo a che fare con Dio ;-)

Write a comment